La Flotta

 

Heron I-AOUGU Itavia I-TAVO C-47 Itavia Herlad Itavia
I-TIDI F-28 Itavia I-TIGE DC-9 Itavia N609H DC-9 Itavia

 

L’Itavia dette avvio alle operazioni di volo con un piccolo bimotore di costruzione inglese, il De Havilland 104 Dove, che, sebbene non fosse di recentissima costruzione, si prestava in modo dinamico e flessibile a gestire le rotte e gli aeroporti serviti dall’Itavia.

La scelta della macchina si rivelò efficace, convincendo la compagnia a scegliere per il potenziamento del servizio l’evoluzione del Dove, il quadrimotore DH 114 Heron. Di questo aereo entrarono in servizio sei esemplari, di cui uno andò tragicamente perso nell’incidente del Monte Capanne all’Isola d’Elba.

Quando le attività della compagnia ripresero, si pose il problema di scegliere un velivolo più capiente e moderno. Le scelta cadde sui biturbina Handley Page Herald, sempre di costruzione inglese, che tuttavia non erano immediatamente disponibili presso il costruttore. Come sostituto temporaneo, l’Itavia adottò quindi i vecchi ma sempre affidabili Douglas C-47, acquistandone quattro ed immettendoli ben presto in servizio sulle rotte da Roma, Pescara e Bologna.

Anche di questo modello, purtroppo, un esemplare andò perduto sui monti nei pressi della città di Sora (Frosinone).

L’arrivo degli Herald, e la progressiva radiazione dei C-47, avvenne in un periodo di forte crescita per la compagnia, che vedeva con soddisfazione incrementare il numero dei passeggeri e moltiplicarsi l’operativo delle rotte. In Italia e all’estero.

Venne quindi deciso di puntare sull’ingresso in flotta dei moderni jet, scegliando il nuovo ed estremamente valido Fokker F-28, di cui acquistò 5 esemplari, arrivando nel tempo ad operarne altri dieci noleggiati per periodi da varia durata.

Ancora una volta, due incidenti gravi a Torino e a Bergamo determinarono la perdita di altrettanti esemplari di F-28, e un Herald andò distrutto durante un volo di addestramento degli equipaggi.

Ciononostante, l’ulteriore espansione delle attività, e soprattutto il crescente numero di rotte gestite in concessione, imposero poco dopo l’adozione di un velivolo con capacità superiori, determinado l’ingresso in flotta del McDonnell Douglas DC-9. Alle prime versioni della serie 15, di cui l’Itavia acquistò sul mercato dell’usato 5 esemplari, se ne aggiunsero in noleggio nel corso del tempo altri sette esemplari delle vesrioni 15, 30 e 50.

Per far fronte ad esigenze di picchi estivi, l’Itavia noleggiò nel 1975 anche un S.E. Caravelle, mentre per l’addestramento e il collegamento venne impiegato sin dal 1967 un Cessna 402.

Quando l’Itavia cessò le operazioni, nel 1980, era stato programmato di sostituire progressivamente i DC-9 con i più moderni e capienti Boeing 737-200. Aereo sul quale alcuni equipaggi avevano già iniziato la transizione, ma che non entrò mai in servizio.

 

 

La Livrea


 

Tutti gli aerei dell’Itavia portarono la caratteristica livrea del vettore, caratterizzata da una linea rossa lungo i finestrini su sfondo bianco, ed una freccia stilizzata di colore rosso sul timone di coda.

La livrea cambiò poco nel corso degli anni. Quella del Dove e degli Herald prevedeva due righe rosse parallele e distanziate tra loro sul margine superiore ed inferiore dei finestrini della carlinga, mentre sul timone di coda trovava spazio una piccola bandiera italiana e la registrazione del velivolo.

Con l’ingresso dei C-47 la livrea venne parzialmente modificata, assumendo quella che, con poche  modifiche, sarebbe rimasta la livrea definitiva. La prima versione della nuova serie prevedeva una spessa linea rossa tra le due sottili originariamente collocate in corrispondenza del bordo superiore ed inferiore dei finestrini, con la freccia rossa stilizzata sul timone di coda. Le marche del velivolo vennero invece collocate sulla parte posteriore della fusoliera, mentre la bandiera italiana venne spostata sulla parte anteriore. L’aereo venne lasciato nel colore naturale della lamiera nella parte inferiore, e bianco in quella superiore, mentre alla scritta Itavia – adesso in caratteri più moderni e senza grazie – si anteponeva “aerolinee”.

La stessa livrea venne mantenuta sugli Herald e sui primi Fokker F-28 consegnati, mentre i successivi esemplari e i primi DC-9 (oltre al Cessna), mutarono leggermente schema eliminando le due righe rosse sottili al di sopra e al di sotto di quella spessa centrale sui finestrini, ed eliminando “aerolinee” prima della ragione sociale Itavia.

Un’ultima parziale modifica, tra il 1979 e il 1980, comportò un piccolo mutamento nella linea rossa, che in prossimità del timone di coda venne fatta curvare verso l’alto in direzione della freccia rossa.

Il Caravelle noleggiato nel 1975 non assunse mai la livrea Itavia, limitandosi ad un piccolo sticker con il nome della compagnia accanto al poterllone. Altro ibrido della società fu il DC-9/50 noleggiato alla metà degli anni Settanta, che mantenne per tutto il periodo la base della livrea della compagnia proprietaria (la Hawaiian Airlines), con la sola eccezione dell’aggiunta della scritta Itavia sulla fusoliera.