Incidenti

 

 

 

L’Itavia subì sei incidenti gravi, di cui quattro con vittime tra i passeggeri e i membri dell’equipaggio.

Il primo fu quello che coinvolse il DH 114 Heron immatricolato I-AOMA, il 14 ottobre del 1960, che urtò il Monte Capanne sull’Isola d’Elba durante un temporale, e nel quale persero la vita tutti e undici gli occupanti dell’aereo.

Il secondo fu quello del Douglas C-47 immatricolato I-TAVI, che il 30 marzo 1963 durante un temporale si schiantò sulla vetta del Monte Serra Alta, nei pressi di Sora (RM), provocando la morte di tutti e undici gli occupanti dell’aereo.

Il terzo incidente, fortunatamente senza vittime, si verificò durante un volo di addestramento sull’aeroporto di Roma Ciampino, durante la fase di atterraggio, determinando la perdita del HP Herald I-TIVE il 4 novembre del 1971.

Il quarto si verificò a Torino il 1 gennaio del 1974, quando il Fokker F-28 I-TIDE precipitò durante la fase di avvicinamento all’aeroporto, probabilmente a causa del windshear, provocando la morte di 38 dei 42 occupanti.

Il quinto incidente, senza vittime, si verificò a Bergamo il 9 aprile 1975, quando il Fokker F-28 I-TIDA stallò poco dopo il decollo piombando a terra da una quota di circa dieci metri e danneggiandosi irreparabilmente.

Il sesto ed ultimo incidente, il più grave di tutti, fu quello che determinò la fine dell’Itavia. Il 27 giugno del 1980, il DC-9 I-TIGI in volo da Bologna a Palermo con 81 occupanti a bordo, precipitò misteriosamente al largo dell’isola di Ustica. A oltre trent’anni di distanza, i processi che si sono susseguiti non hanno potuto stabilire con esattezza cosa abbia determinato l’incidente, tra le due ipotesi dominanti dell’abbattimento da parte di un missile e quella dell’esplosione di ordigno a bordo.