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1958 – 1965

 

L’Itavia venne costituita il 13 ottobre 1958, a Roma, per iniziativa di un gruppo di investitori italiani intenzionati a dar vita ad un vettore aereo nazionale cui affidare l’esercizio di rotte non operate dall’Alitalia.

L’azionariato della compagnia dal 1958 al 1965 fu rappresentato dal principe Giovanni Battista Caracciolo, nobile napoletano, da Luigi Petrignani, da Carlo Mancini a Maria Donati (le azioni di quest’ultima, tuttavia, verranno vendute al principe Caracciolo poco dopo la costituzione della compagnia).

Le attività iniziarono ufficialmente il 15 luglio 1959 con il primo collegamento tra Roma Urbe e Pescara operato con un piccolo bimotore De Havilland DH-104 Dove. La compagnia acquistò un esemplare di questo aereo, al quale si affiancarono successivamente fino a sette esemplari del più capiente De Havilland DH-114 Heron.

 

DH 114 Heron I-AOGO Itavia
DH 114 Heron I-AOGO, fotografato a Londra Gatwick alla fine del 1961, dopo aver cessato il servizio con l'Itavia.

 

L’avvio delle attività fu soddisfacente, ed alla rotta per Siena ben presto si aggiunsero i collegamenti per Genova, Ancona ed altre località minori scarsamente servite dall’allora modesta rete dei collegamenti dell’Alitalia.

Il 14 ottobre 1960, però, durante un violento temporale che imperversava sul Tirreno centrale, il DH-114 immatricolato I-AOMU in volo tra Roma e Genova precipitò sull’Isola d’Elba, provocando la morte di tutti gli undici occupanti dell’aeromobile.

Vennero temporaneamente sospese le attività di volo e furono alienati dalla flotta tutti i modelli della linea De Havilland.

Dalla seconda metà del 1961 l’Itavia decise di dotarsi dei più capienti e robusti, ma oramai superati, Douglas DC-3. In realtà si trattava di quattro C-47 Skytrain delle versioni A e B con diversi anni di servizio alle spalle e numerosi precedenti operatori dagli Stati Uniti, alla Svezia, all’Iran.

 

C47A I-TAVO
 C-47A I-TAVO

 

Grazie all’ingresso dei nuovi aeromobili, tuttavia, la compagnia poté riprendere i collegamenti aerei temporaneamente sospesi ed, anzi, estendere la rete collegando diverse città meridionali e del versante adriatico.

La base operativa della compagnia venne nel frattempo spostata dal piccolo aeroporto di Roma Urbe a quello di Roma Ciampino, consentendo di offrire e fruire di maggiori servizi per l’esercizio delle attività.

Il 30 marzo del 1963 un nuovo incidente funestò tuttavia la tormentata vita della compagnia. Il DC-3 immatricolato I-TAVI in volo da Pescara a Roma, per un errore del pilota, precipitò nelle vicinanze di Sora (FR) provocando la morte delle undici persone presenti a bordo. 

Venne imposta una nuova sospensione delle attività, e il principe Caracciolo decise di uscire dalla compagine societaria il 1° aprile del 1965.